AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

martedì 29 agosto 2017

QUALE DIO? Di Danila Oppio

QUALE DIO?

Quello al quale molti hanno smesso di credere? Quel Dio che appartiene a ogni religione, secondo il punto di vista di ciascuna? Lascio a ognuno il suo credo o il suo ateismo.  Con molto rispetto per il pensiero altrui.
Però vivo nell’assoluta convinzione che nessun’altra ideologia, filosofica o teologica sia, possa cambiare la mia opinione.
Il Creatore dell’universo non può volere la morte di nessuna creatura. Tanto meno di quella che appartiene al genere umano.
Sono perciò sicura che quel Dio grande, l’Allah u Akbar, non sia lui a ordinare la morte, che comanda di uccidere in Suo nome.
Dio è amore, è bene assoluto. Questa è linea comune ad ogni religione. Chi vuole gli eccidi, gli attentati terroristici, non è certamente il Dio dei musulmani, né dei cristiani.
Dipende dalla volontà demoniaca, il voler colpire persone innocenti, per il puro piacere di distruggere e provocare dolore. E' il Male che imperversa sul Bene dell'umanità. Sono le droghe che i terroristi utilizzano per addormentare le coscienze, per sentirsi forti e coraggiosi, andando loro stessi incontro a morte certa.
Quale Dio vorrebbe tutto questo? Nè Allah, né il Signore dei cristiani.
E' invece possibile che sia l'uomo, innalzatosi al di sopra di ogni creatore e creatura, a credersi un dio, tanto da decidere di fare non la Sua, ma la propria volontà. Non mi piace che, a causa di questi ignobili attentati, vengano presi di mira tutti i musulmani, che prendono loro stessi le distanze dalle stragi assurde compiute da chi non ha alcun rispetto per la vita propria e delle sue vittime.


 Questo discorso nasce dall'ultimo terribile attentato avvenuto sulla Rambla, a Barcellona. Non solo perché hanno perso la vita un giovane padre di famiglia di Legnano, e un altro italiano. Sia ben chiaro. Anche i precedenti attentati mi hanno causato orrore. Quanto sta succedendo in questi ultimi anni fa molto pensare. Sopratutto perché non c'è modo, o non si vuole, porre fine a questo regolare sterminio. 
 Gesù era un buon maestro di psicologia: ama il tuo prossimo come te stesso. Un pensiero saggio. Come si fa ad amare gli altri, a renderli felici, se l'infelicità alberga in noi, incapaci di amare? Non è possibile.

L'inferno non esiste, né qui sulla terra, né altrove.
Ci sono stati i funerali di Bruno Gulotta a Legnano, ucciso dai terroristi a Barcellona. Lungo la Rambla, dove alcuni anni fa avevo passeggiato anch'io.
Sarebbe potuto accadere anche a me. Credo che l'inferno lo stiano attraversando la giovane moglie e i due piccolini. Quello di cinque anni è stato salvato dal padre, che gli ha fatto da scudo. E anche dalla madre, che lo ha tirato indietro con forza. Ma ha visto tutto e si può solo immaginare lo shock tremendo subito. Così i genitori e le sorelle di Bruno, che hanno perso un figlio e un giovane fratello, all’improvviso.
Ecco, se c'è un'immagine ipotetica dell'inferno, la trovo in queste situazioni, dove terremoti e altre calamità naturali distruggono intere famiglie, dove ci sono le guerre, dove ci sono attentati, dove non c'è acqua né cibo.
E dove, mi dispiace constatarlo, non si fa il possibile per offrire aiuto a chi riversa in grave difficoltà. Menefreghismo?  Vado avanti? Penso che basti.
Metto da parte quei pensieri bui, e accedo la lampadina della speranza, dell'amore in tutte le sue sfumature e, in sostanza, della serenità.
Noi, della vecchia guardia,  siamo cresciuti con grandi valori, trasmessi non solo dai nostri genitori, ma anche dalla società e dall'istruzione scolastica.
Oggi c'è ribellione verso gli insegnanti, quando non diventa addirittura disprezzo. E ribellione verso i genitori. Una società priva di valori e di rispetto. Dove la vita degli altri è vista con indifferenza. E coloro che dovrebbero fungere da esempio, i governanti, fanno il possibile per dare un'immagine di sé poco credibile.
Ultimo esempio di qualche  giorno fa. Un marocchino, a Jesolo, ha violentato e picchiato, e poi legato, moglie e cognata. E’ quindi salito sul tetto di casa, minacciando di suicidarsi. Sotto una folla di persone che addirittura lo incitavano a buttarsi. E quando si è buttato, hanno detto: "Uno di meno". Ora chi è violento, meriterebbe davvero di sparire dalla faccia della terra, perché non ha diritto di vivere. Ma guardando il fatto dall'altra parte della barricata, noto la totale indifferenza del pubblico che si godeva lo spettacolo, quasi fosse al circo. Ora questo nord-africano è gravissimo. O forse morto. Questo non giustifica l'atteggiamento della gente che osservava e incitava.
Mi torna alla mente la canzone di De André: "Il Pescatore". A un assassino che chiedeva pane e vino, perché affamato e assetato, lui non ha posto domande, ha visto un povero cristo, l’ha sfamato e dissetato. 
Mi chiedo dove stia di casa la pietà. Che razza di mondo è mai questo? Stiamo andando davvero alla deriva, come quella zattera che conduce tutta l’umanità… verso dove?
Il rispetto, la carità e l'amore sono stati soppiantati dal disprezzo, indifferenza e crudeltà. Se la giustizia fa acqua in ogni dove; se i governanti pensano solo ai propri interessi e se ne fregano della popolazione, siamo allo sbaraglio.
Ieri ho ascoltato l'omelia di Mons. Cairati, al funerale di Gulotta, sacerdote  che conosco bene per la sua umanità. Non ho potuto essere presente per impegni familiari, ma ho seguito i filmati. Una frase dell'omelia che mi ha colpito é questa: "Assistiamo a tante brutture che condanniamo, ma ricordiamoci che nel mondo c'è ancora tanta bontà".

Su questo dobbiamo puntare. Prima di voler cambiare gli altri, cerchiamo di lavorare su noi stessi. Nel nostro piccolo, occupiamoci di chi ha bisogno di noi. E' un dono reciproco. Per chi lo riceve, e per chi lo porge. Non facciamoci prendere dallo sconforto. Le notizie che riceviamo in martellante crescendo, sono solo quelle tragiche e negative. Delle buone non se ne parla. Non fanno cronaca né audience. Oppure le troviamo in poche righe, in fondo all'ultima pagina. 
Ma il mondo e la vita hanno ancora del meraviglioso.
 Danila Oppio

 Ndr: Ho scelto immagini di mani, poiché hanno un preciso significato.

Guidate dalla mente, possono divenire artefici del bene e  del male.

sabato 26 agosto 2017

IO E DIO di TRILUSSA

Una simpatica poesia di Trilussa, che è una guida per chi ha avuto o ha qualche smarrimento nella fede.


IO E DIO

Ve vojo riccontà ‘na storia strana.
Che m’è successa propio l’artra settimana

Camminavo pe’ r vialone 
davanti alla chiesa der paese
Quanno ‘na strana voja 
d’entrà me prese

​Sia chiaro non so mai stato 
un cristiano praticante
Se c’era un matrimonio, 
se vedevamo al ristorante

​Ma me so sentito come se quarcuno,
Me dicesse: “dai  entra, nu’ c’è nessuno”

Un misto de voja e paura m’aveva preso
Ma ‘na vorta dentro, restai sorpreso

La chiesa era vota, nun c’era nessuno
La voce che ho sentito era la mia,
 no de quarcuno

C’erano quattro panche 
e un vecchio crocifisso de nostro Signore
“Guarda te se a chiamamme
 è stato er Creatore”

Me gonfiai er petto e da sbruffone gridai: 
“ So passato pè un saluto”
Quanno na voce me rispose: ”mo sei entrato, 
nu fa lo scemo mettete seduto!”

Pensai: mo me giro e vado via,
Quanno quarcuno me rispose: “Nu te ne ‘nnà. Resta … famme compagnia”.

“Famo n’altra vorta , poi mi moje chi la sente: 
è tardi sarà già tutto apparecchiato”.
“Avvicinate nu fa lo scemo,
 ‘o so che nu sei sposato.

Me sentivo troppo strano,
io che nun avevo mai pregato
Me sentivo pregà dar Signore der creato

“Signore dateme na prova, devo da crede
Che sete veramente Iddio che tutto vede”

“Voi na prova ? Questo nu te basta? 
Te sei mi fijo
E io sto qua inchiodato 
pe er bene che te vojo!”

“Me viè da piagne, me sento de scusamme.
Signore ve prego perdonate le mie mancanze

A sapello che c’eravate pe davero …
Venivo più spesso, 
ve accennevo quarche cero”.

“Ahahahahhaha ma te pensi 
che io sto solo qua dentro?
Io so sempre stato co te, 
nella gioia e nel tormento.

Te ricordi quanno eri piccolino
Io pe te ero Gesù bambino

Prima de coricatte la sera
Me dedicavi sempre na preghiera

Era semplice quella che po’ fa 
er core de un bambino,
Me facevi piagne e con le mie lacrime
 te bagnavo er cuscino

Poi anni de silenzio… te s’è indurito er core
Proprio verso de me,
 che t’ho fatto co tanto amore.

Te gridavo fijo mio sto qua,
Arza l’occhi guarda  tuo papà!

Ma te niente…  guardavi pe tera
E te ostinavi a famme la guera.

Poi quanno tu padre stava male
E te già pensavi ar funerale

Sul letto de morte… nelle ultime ore
T’è scappata na preghiera… 
“Te affido ar core der Creatore”.

Ecco perché t’ho chiamato,
Pe ditte quanto me sei mancato.

Ho cominciato a piagne 
dalla gioia e dar dolore…
Ho scoperto de esse 
amato dar Signore…

​Questa è na storiella 
che nun ’ha niente da insegnà,
​Solo che in cielo c’è un Dio
 che piagne se lo chiami papà!

Trilussa


  


mercoledì 23 agosto 2017

MILANO- ORTO BOTANICO DI BRERA

Vale sempre la pena passeggiare all'interno dell'Orto Botanico di Brera, e pazienza se le zanzare in questa torrida estate la fanno da padrone...pizzicando Padre Nicola Galeno OCD che, imperterrito, ha sopportato per scattare queste meravigliose foto floreali.












martedì 15 agosto 2017

ASSUNZIONE DI MARIA IN CIELO


ASSUNZIONE

Da quando sulla Croce l'affidasti
A me, tua Madre volle rimanere
Sempre con me, Signore. Non credevo
Fosse sì forte e pura la sua fede!
Sempre per me fu fiaccola e riparo!
Davvero non potevi Tu lasciarmi
Tesoro più prezioso sulla terra...

Ora che pure Lei s'è addormentata,
Come mi pare vuota questa casa!
L'ultimo sguardo suo era di Cielo!
Volli fissarne bene le pupille:
Parevan contemplare il suo Figliolo
Glorioso, che nei Cieli la chiamava!

Oh, la sua calda mano accarezzava
Ancora questo volto sconsolato,
Quando la sua giornata concludeva
Su questa terra! Il corpo profumato
Tutti riempì di gioia e di stupore...
Il funerale fu uno sposalizio!
Nel consegnare il corpo a quel sepolcro
Sentimmo che la roccia non poteva
Tenerla prigioniera della terra!
Il Figlio suo risorto la voleva
Accanto a sé nel Regno della gloria!
(Oita 16-8-93)
 PADRE NICOLA GALENO


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi